• gil borz

SE TUTTO E' LECITO NON CI SI DIVERTE PIU'

Parafrasiamo nel titolo una celebre frase di Dostoevskj che faceva esclamare a un Ivan Karamazov, tormentato e angosciato: "allora, se Dio non esiste, tutto è permesso!"

Etimologicamente "divertire" deriva dal divertere latino, cambiare strada, percorso, modificare: divertirsi o divertire significa affrontare un argomento in modo diverso dal normale, tanto che il "paradosso" è spesso fonte di divertimento tanto quanto l'effetto sorpresa delle barzellette.

Il buon Freud spese un sacco di tempo e di inchiostro sulle battute di spirito e sul come funziona la psiche che traduce una sequenza di affermazioni in qualcosa di cui sorridere o ridere. Giunto alla conclusione che ogni sottocultura ha il suo proprio umorismo (cosa per la quale bastava chiedere a un taxista) anche Freud definì che comunque senza una barriera da infrangere, possibilmente etico-morale, l'umorismo non sta in piedi, non funziona. Facilmente osserviamo che in tempi dall'umorismo scarso funziona, piuttosto, la satira che infrange l'inviolabilità o la sacralità del Potere.

Questi tempi, quelli che stiamo attraversando, sono di scarso umorismo: ci si diverte pochissimo. Non tanto perché si conduca una vita grama, quanto perché, tornando a Dostoevskj, essendo divenuto tutto lecito non ci sono barriere etico morali da infrangere. Essendo ogni elemento di diversità divenuto omologato per legge nessun argomento di diversità può essere reso umoristico o comico, men che meno dileggiato (neppure per scherzo). Il paradosso straordinario della situazione che stiamo vivendo è che l'aver omologato e liberalizzato ogni estremo ha prodotto la più efficace e tormentosa censura mai esistita. Non si hanno più argomenti comici. Quindi ci si rifugia o nella volgarità più becera (come nelle pubblicità e nei programmi "comici" televisivi rivolti ad un pubblico di ottuagenari rimbambiti e preculturali) o nella satira politica di parte, che se non fosse di parte non avrebbe un nemico da dileggiare e di conseguenza non farebbe ridere.

Brutti tempi per chi è giovane.

Ridere di gusto a vent'anni dovrebbe essere obbligatorio.

p.s. stamattina ascoltavo un brano famosissimo (Can't take my eyes off you - memorabile la versione da Il cacciatore che allego) e mi sono reso conto che le generazioni precedenti a quelle nate nel nuovo secolo, cantavano e si divertivano molto di più.



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