• gil borz

QUALCOSA NON TORNA

Sono nato nel 1955, per cui ricordo piuttosto bene gli anni della mia giovinezza, anni di piombo e di inflazione galoppante: raggiungemmo il picco inflattivo (vedi tabella) nel 1980, superando l'asticella del 20%.

C'era la lira, moltissimi avevano doppi lavori, il "nero" spopolava ma la povertà (tanto meno quella assoluta) non si manifestava.

Oggi, con l'euro e un'inflazione calcolata nella misura dell'8%, non si riesce più a mettere insieme il pranzo con la cena.

Qualcosa non torna: o si raccontano bubbole sul tasso inflattivo reale (che non è dell'8% ma enormemente superiore), oppure banchieri e finanzieri che hanno preso il posto dei politici non sanno come si governa. Propendo per un mix delle due cose.

Mi spaventa, e non poco, il costante ricorso all'espansione del debito pubblico da parte del Governo del Banchiere, espansione del debito operata anche per sovvenzionare i sovvenzionabili, un debito che prima o poi avrà il suo effetto e sarà un effetto catastrofico.

Mi spaventa l'ipotesi del prezzo in crescita del petrolio, con ulteriore incremento inflattivo a livelli "argentini": uno sfracello per l'economia pubblica.

Mi spaventa l'incompetenza di chi dirige la BCE, a meno che il gioco non sia "strangolare lentamente gli Stati per acquistarli", una sorta di garrota finanziaria.

Ma, a parte i miei timori, sull'andamento dell'inflazione qualcosa, certamente, non quadra.



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