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PERCHE' BISOGNA DIMENTICARE ARISTOTELE

Aggiornamento: 12 nov

PERCHE' BISOGNA DIMENTICARE ARISTOTELE

Staticità cosmica e antropocentrismo sono i fondamentali della filosofia aristotelica applicata: sono le determinanti del Potere secolare esercitato dalla Chiesa e dell'immane costruzione metafisica basata sul nulla che Aristotele ha lasciato in eredità.

Socrate (tesi) poneva domande. La sua storia fa capire che porre domande non porta bene.

Platone (antitesi) affermava che le risposte ci sono, ma sono riservate a pochissimi, agli eletti. Gli altri possono rimanere a giocare con le loro ombre e relative illusioni.

Aristotele (sintesi) costruisce un sistema rigido e meccanico che diviene l'architettura portante del pensiero metafisico e teologico, giustificando il Potere e, essendo tutto già noto e spiegato, l'inutilità della scienza e delle sue ricerche.

La Trinità Filosofica esprime, in poche righe, la costruzione del Potere nel pensiero occidentale.


“Se non conosci la risposta dì che è stato Dio”

Aristotele, il cui nome significa “un ottimo fine/scopo/obiettivo” ha nel proprio nome l'essenza del determinismo dell'impianto filosofico, e non va mai dimenticato che i Greci attribuivano appellativi, più che nomi, e che la loro filosofia ci è giunta mediante gli appellativi attribuiti ai filosofi (Anass-Agorà, Pit-Agorà, Prot-Agorà, Demo-crito, Plato-ne).

Il “fine” della filosofia di Aristotele è la chiusura del cerchio, la risposta definitiva ad ogni domanda, ad ogni argomento. E di fronte alle domande serie, non avendo risposta alcuna, si rifugia nella più classica delle nebulose.

Come nasce l'universo? come e perché dalla materia inorganica nasce la materia organica? Come e perché la materia organica assume consapevolezza di sé?

A queste domande stiamo ancora cercando, come noto, risposte che non siano nebulose ma dimostrate e forse in virtù dell'assoluta certezza del pensiero aristotelico abbiamo perso qualche millennio di ricerca possibile.

Il dramma, però, è che quella filosofia, filosofia deterministica a sostegno del potere, è divenuta la base del senso comune, una metastasi che pervade il tessuto culturale di base, che informa di sé qualsiasi pensiero, favorita dal mai mutato pensiero dell'apparato religioso così come dalla sua impalcatura e struttura dell'esercizio del potere.

Nell'evoluto occidente ancora una larga parte non considera la Terra un pianeta tra i pianeti, lanciato a velocità stratosferica nello spazio, soggetta a forze imponenti, dal campo gravitazionale solare a quello dell'attrazione lunare, dal campo magnetico ai “venti” solari, dalle oscillazioni dei poli magnetici alle mutevoli rotazioni, talvolta accelerate e talvolta rallentate, del pianeta sul proprio asse.

E la visione statica che della terra si disegna, figlia del determinismo e dell'architettura aristotelica, definisce l'incomprensione dei fenomeni, la menzogna palese, il senso di colpa universale


Per rinnovarci, per rinnovare l'Europa e l'Occidente, dobbiamo per prima cosa dimenticare Aristotele.



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