• gil borz

FRONTE DEL MORTO

Ci si interroga (e se non lo si fa ci si dovrebbe interrogare) sullo stato di salute della filosofia, per non dire di quella dei filosofi. Quando poni un quesito, una domanda, gli Zombiesofi si agitano rivangando memorie antichissime di un'antichissima filosofia, appartenente ad almeno un secolo prima, più generalmente ancorata nel millennio precedente.

Si citano gli "intoccabili", Platone, Aristotele, Leibniz, Hegel, Kant, fino a irrompere nei non proprio moderni Nietzsche o Schopenhauer.

Come se le ragioni profonde della filosofia non fossero mutate insieme con le forme strutturali della società, come se Bertrand Russell o Herbert Marcuse avessero scritto per Linus, dove peraltro negli anni '70 albergava forse più Filosofia che nelle accademie nostrane.

Il mio sconcerto è l'osservare l'ampiezza del "Fronte del Morto" e l'assenza di rinnovamento in Filosofia, un'assenza che poco impatta con la Scienza e l'immensa domanda di Etica che alla Scienza fa riferimento, che raramente si confronta col Sociale in continua trasformazione, che non batte palla nella nuova Antropologia Culturale, ferma, inamidata, compassata e statica, afflitta da un rigor mortis radicato in un aureo passato di grande spessore e minima utilità.



0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti